Secondo anno all'@media conference, probabilmente una delle migliori conferenze su design e sviluppo della Gran Bretagna. Quest'anno i temi caldi sono stati HTML5 e CSS3, mobile e come sempre la progettazione centrata sull'utente (UCD).
Sentire Remy Sharp parlare delle magie di HTML5 o Rachel Andrew spingere l'uso dei CSS3 all'estremo è sicuramente una iniezione di entusiasmo anche se poi bisogna fare i conti con la realtà dei nostri browser e sopratutto del mercato italiano che ancora ha una discreta percentuale di utenti che usano Internet Explorer 6.

Il keynote di Andy Clarke "Hardboiled Web Design" è come sempre di grande ispirazione, una chiamata alle armi per tutti i designer che devono cominciare da oggi ad usare tutte le potenzialità dei browser moderni e successivamente pensare alle versioni per i browser più vecchi.
In altre parole basta con il "progressive enhancement" ovvero iniziare lo sviluppo dalla versione base per poi aggiungere tutti gli abbellimenti per i browser che li possono leggere e avanti con il "graceful degradation" ovvero progettare e sviluppare per i browser moderni e poi verificare che le funzionalità e i contenuti siano accessibili anche da browser più antichi.
Altro filone è quello del mobile: sii fa sempre più strada la necessità di disegnare siti per altri tipi di device: smartphones, tablet etc.. In questo caso non è solo necessario tenere conto del browser ma del contesto infatti posso usare il mio cellulare pressoché ovunque: mentre cammino, in treno, in macchina (beh quelli che parlano a queste conferenze non hanno mai sperimentato un viaggio sulla Serravalle....). Per quanto riguarda la UCD particolarmente interessante è stato l'intervento di Sandi Wassmer che ha parlato di come disegnare siti che siano inclusivi per qualsiasi tipo di utente e per qualsiasi tipo di abilità.



